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Il 17 febbraio, il Consiglio dell’Unione europea ha tenuto un dibattito sulla questione dell’equilibrio fra uomini e donne (gender balance) nei consigli direttivi delle società. Nonostante le donne rappresentino circa il 60% dei nuovi laureati nell’UE, la loro presenza presso i consigli direttivi è ancora molto limitata. La Commissione ha definito questo problema come uno spreco di talenti, soprattutto a fronte dell’attuale ristrutturazione del mercato del lavoro, a causa della quale molte aziende non riescono a trovare personale con qualifiche adeguate. La Presidenza danese, dal canto suo, ha enfatizzato che la crisi economica non deve distogliere gli Stati membri dal promuovere le pari opportunità. A parte un necessario cambio di mentalità, la quale rappresenta ancora un serio ostacolo alla piena partecipazione delle donne ai vertici delle società private, il Consiglio ha riconosciuto che occorrono misure concrete, come una riforma del sistema di congedo parentale e di maternità e sistemi che consentano una migliore riconciliazione della vita lavorativa e di quella professionale. Mentre alcuni ministri si sono dichiarati a favore di quote vincolanti, la maggioranza di essi ha appoggiato un approccio su base volontaria. In vista del Consiglio europeo dell’1 e 2 marzo e nell’ambito del Semestre europeo, i Ministri degli Stati membri hanno anche discusso di occupazione, basandosi sui risultati dell’indagine sulla crescita annuale per il 2012 (Annual Growth Survey 2012). In particolare, il Consiglio ha evidenziato che le misure di austerità e di consolidamento fiscale non devono contrastare con le politiche occupazionali. I Ministri hanno riconosciuto, quale priorità, la lotta alla disoccupazione giovanile e tra le altre misure per affrontare questo problema hanno proposto migliori apprendistati e tirocini per agevolare il passaggio dei giovani dall’educazione al mondo del lavoro. Inoltre, le imprese dovrebbero essere incentivate ad assumere i giovani attraverso benefici fiscali. La Commissione ha accentuato l’importanza di aiutare gli Stati membri a impiegare i fondi strutturali europei in maniera più efficace e di investire nei settori con ampio potenziale di crescita in modo da favorire la creazione di nuovi posti di lavoro. Queste e altre misure sono contenute nella relazione congiunta sull’occupazione (Joint employment report – JER), la quale è stata adottata dai Ministri al termine della riunione di venerdì 17 febbraio e che sarà trasmessa al Consiglio europeo dell’1-2 marzo. Il Consiglio dell’Unione europea ha anche preparato il vertice sociale (Social summit) che si terrà l’1 marzo, prima del Consiglio europeo. Il vertice sociale offrirà un’importante opportunità di dibattito con le parti sociali su come utilizzare il dialogo sociale come strumento per promuovere la crescita e l’occupazione.
Link alle conclusioni e al Joint employment report
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